Santa Messa nella “Cappella Newman” 23 febbraio 2019 – Ringraziamento per il riconoscimente di un secondo miracolo

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Cappella Newman Palazzo di Propaganda Fide dove Newman ha celebrato la sua prima Messa come sacerdote cattolico il 3 giugno 1847.

Omelia di P. Hermann Geissler FSO

Cari amici,

Siamo riuniti in questa Cappella di Newman nel Palazzo di Propaganda Fide, dove si trova la l’altare sul quale Newman ha celebrato la sua prima Messa da sacerdote cattolico. Vogliamo anzitutto ringraziare il Signore per il secondo miracolo che è stato riconosciuto dalla Chiesa e che apre la strada verso la canonizzazione di Newman. Con questo ringraziamento vogliamo offrire al Signore, per l’intercessione di Newman, anche le grandi intenzioni della Chiesa, delle nostre comunità e famiglie e quelle che portiamo nei nostri cuori.

Nella prima lettura di questo giorno, presa dalla Lettera agli Ebrei, abbiamo sentito parole profonde sulla fede: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”. E poi vengono ricordate alcune grandi figure di credenti. A queste potremmo aggiungere una schiera immensa di santi di tutti i tempi, e quindi anche il cardinale John Henry Newman.

Permettetemi quindi di menzionare brevemente due dimensioni della vita di fede di Newman. La prima riguarda la sua impressionante ricerca di Dio e della verità. A partire dalla prima conversione, Newman era conquistato dal mistero di Dio, voleva seguire la volontà di Dio, cercava la verità e la santità. Aveva la chiara percezione che il mondo invisibile di Dio è “più reale” del mondo visibile. Sappiamo che il suo cammino è stato lungo, travagliato, faticoso. Ma alla fine ha trovato pace nel porto della Chiesa cattolica, che nel giorno della conversione chiamò semplicemente “l’unico ovile di Cristo”. Aveva trovato il Cristo e l’ovile di Cristo sulla terra, e rimaneva sempre fedele a questo ovile, pure in momenti di prova. Credere significa anche per noi: cercare Dio e la sua verità, lasciarsi trovare dal Signore Gesù, perseverare nell’ovile di Cristo.

Ma Newman sottolineava anche l’altra dimensione della fede: quella della fiducia nel Signore. Da cattolico ha tenuto un bellissimo sermone sul tema “Dio onnipotente – il motivo per la fede e la speranza”. In questo sermone afferma che la fede, come anche la speranza, è basata sulla potenza e sull’amore di Dio. Non è una nostra conquista, è una grazia – un dono da abbracciare con fervore, da custodire con cura, da vivere con fiducia.

Secondo Newman, accade spesso che noi cristiani, come gli apostoli a suo tempo nella barca, siamo sballottati qua e là dalla furia della tempesta. Abbiamo paura che Cristo “dorma” e perdiamo il coraggio. “Perché temete?”, dice Gesù ai suoi discepoli. E Newman sviluppa e rende attuale questa domanda: “Dovreste sperare, dovreste essere fiduciosi, dovreste porre i vostri cuori in me. La tempesta non può farvi del male se io sono con voi. Potreste stare meglio altrove che sotto la mia protezione? Dubitate della mia potenza o della mia volontà, pensate che io vi trascuri perché dormo sulla barca e non sia in grado di aiutarvi se non sono sveglio? Perché dubitate? Perché temete? Sono con voi da tanto tempo e non avete ancora fiducia in me e non potete sentirvi in pace presso di me?”

La fede e la speranza cristiana trascendono tutti gli ideali del mondo, tutti i desideri umani. Sono virtù divine. La fiducia in Cristo è la loro sicura áncora e il loro solido fondamento. “Guardate in alto – scrive Newman – e vedete, come è naturale, una grande montagna da scalare; dite: è mai possibile che noi possiamo trovare un sentiero in mezzo a questi enormi ostacoli? Non dite così, miei cari fratelli, guardate in alto con speranza, fidatevi di Lui che vi chiama a proseguire. Vi guiderà in avanti passo per passo, come ha guidato tanti altri prima di voi. Farà diritte le vie storte e piane le vie scoscese. Cambierà il corso dei torrenti e asciugherà i fiumi che si frappongono sul vostro cammino”.

Sul monte santo Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto il Signore trasfigurato, come ci ricorda il vangelo di questo giorno. Con gli occhi della fede e della fiducia, anche noi possiamo vedere Gesù che è presente nella barca della sua Chiesa e nella barca della nostra vita. E questa presenza ci conforta, ci incoraggia, ci spinge a agire e fare tutto ciò che è possibile.

Preghiamo perché, per l’intercessione di John Henry Newman, il Signore ci aiuti a perseverare nella fede, nella comunione con Lui e con la sua santa Chiesa. E perché ci dia forza e fiducia in ogni circostanza della nostra vita, nella certezza che egli rimane sempre con noi. Amen.